“Più sicuri in aereo, più bravi con le tabelline: ed è utile lo studio matto e disperatissimo?”, tratto dal volume “Soluzioni creative” di Casati/Girotto, (di prossima pubblicazione)
Il testo è disponibile online sul sito dell'Accademia. Utilizzare il blog per inviare le domande. Le domande possono essere richieste di chiarimento, suggerimenti, spunti di discussione, riferimenti a esperienze in classe, commenti liberi. Non devono superare i 1000 caratteri spazi compresi.
Per inviare una domanda, fare click su "Commenti" sotto questo post e seguire le istruzioni. E' comunque utile aver scritto la domanda a parte; in tal caso si puo' fare copia e incolla nel commento.
mercoledì 22 aprile 2009
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaArticolo interessate e scorrevole, di facile lettura.
RispondiElimina-Pagina 2. Viene sottolineato che per facilitare il ricordare un'informazione e' importante spiegare il perché l'informazione e' importante. Ma come tradurre questa affermazione nelle attività didattiche della matematica? Quali sono i perché della Matematica che il docente deve indicare allo studente?
-Pagina 5. Viene descritto il trattamento in profondità dell'informazione e le varie tecniche per aumentare la profondità del trattamento (ripetizione, trucchi, immagine descritta a parole e immagine mentale.
Per quali aspetti della Matematica queste tecniche sono valide? In quali argomenti del programma di Matematica e come l'insegnante può stimolare nello studente l'immagine mentale per permettere un trattamento in profondità dell'informazione?
-Pagina 18. A mio avviso, per quanto riguarda le tabelline, e' importante:
a) saper fare i calcoli a mente (senza carta e matita) e a mano (carta e matita); b) saper utilizzare la calcolatrice per fare i calcoli, che seppur possibili da fare a mano, richiederebbero molto tempo, tempo che può essere invece impiegato proficuamente in altre attività. L'esempio della calcolatrice per incuriosire non e' il fine per cui la calcolatrice e' stata inventata e realizzata. Bisognerebbe che il docente facesse capire agli studenti: a) perché e' importante saper fare i calcoli a mente e a mano; b) perché e' importante saper utilizzare la calcolatrice per fare dei calcoli che comunque sapremmo fare a mente o a mano. Questi aspetti andrebbero meglio evidenziati nel testo.
-Pagina 20. Il ripasso a distanza di tempo e' importante: attività che dovrebbe però promuovere il docente stesso e non che non dovrebbe essere lasciata alla sola buona volontà dello studente. Nell'apprendimento bisognerebbe sempre richiamare i concetti "vecchi" e collegarli ai "nuovi". D'altra parte lo studio a scuola e' spesso solo un apprendere da un libro, ovvero un apprendere virtuale e progettato da altri in cui il libro di testo e' il riferimento. Altra cosa e' l'apprendere dal mondo, ad esempio l'apprendere dal mondo del lavoro mentre si lavora, con l'affrontare in prima persona sia nuove situazioni, che situazioni che si vengono a ripetere.
Pagina 22. La scelta delle cose che devono essere imparate a memoria:
1) come motivare lo studente a tale sforzo?
2) come facilitare tale sforzo per lo studente?
3) quale percorso didattico (modello) proporre o non proporre per l'apprendimento?
Sarebbe utile porre nel blog, l'opzione di modifica dei commenti inseriti, da parte degli autori, e non solo l'opzione di cancellazione.
RispondiEliminaGrazie e cordiali saluti.
Ho trovato molto interessante l’esempio relativo alle istruzioni fornite sugli aerei prima del decollo che fa riflettere sui meccanismi della memorizzazione. È molto utile, per noi insegnanti, soffermarci su questi concetti di cui troviamo quotidianamente riscontro nell’insegnamento.
RispondiEliminaI modi creativi indicati per facilitare la memorizzazione ci ricordano la vasta gamma di strategie che possiamo attivare nella pratica educativa. Allo stesso tempo l’analisi degli sforzi cognitivi ci pone davanti a interrogativi su come valutarli e utilizzarli con gli alunni tenendo conto che lo sforzo è necessario per apprendere ma può anche essere controproducente.
Nell’insegnamento della matematica, oltre la proposta indicata di evitare di far imparare tutta la tabellina, in quali altre attività si possono evitare sforzi inutili per arrivare agli stessi o migliori risultati?
Una delle strategie "creative" che spesso utilizzo nella pratica quotidiana con i bambini, e nel caso specifico anche per l'apprendimento delle tabelline, è il movimento corporeo. Associare movimenti ripetuti, coordinati con i ritmi del respiro e del pensiero, rende lo sforzo molto intenso ma simile ad un gioco. Il semplice esercizio mnemonico è accompagnato da sequenze spazio-temporali che danno sicurezza e radicamento nella realtà. Utilizzando percezioni ed emozioni che il corpo veicola, anche la memorizzazione assume una connotazione dinamica, profonda ed automaticamente esperibile.
RispondiEliminaQuesto commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaQuesto commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaCap. 3
RispondiEliminaDifficile da capire, scienza e senso comune
tratto da: "Nati per credere" di Girotto, Pievani, Vallortigara. Codice edizioni, Torio 2008
Difficile da capire: scienza e senso comune, probabile e improbabile, tentativo o strategia?
Illusioni percettive, ragionamento causale, credenze indotte dall’euristica della rappresentatività,…, teorie scientifiche e non scientifiche, non sono un problema/impedimento nella spiegazione dei fenomeni ai bambini nella misura in cui chi li utilizza ha consapevolezza del metodo che sta utilizzando e ne conosce i limiti intrinseci.
Come formare/essere educatori consapevoli?
commento a:
RispondiElimina"Più sicuri in aereo, più bravi con le tabelline: ed è utile lo studio matto e disperatissimo?"
tratto dal volume: "Soluzioni creative" di R. Casati e V. Girotto (di prossima pubblicazione)
Lucido e intricante.
Le cose da imparare non devono essere troppo facili, in modo da scoraggiare la curiosità del discente, ma nemmeno troppo difficili, in modo da non frustrarne gli sforzi: vero.
Ma come fare per centrare questo obiettivo?
Cosa devo fare prima di scegliere cosa proporre? Forse devo pesare ai prerequisiti? Ma rispetto a cosa?
Come fare per conoscere gli ambiti di curiosità potenziale del discente?
Anche l’utilizzo consapevole e mirato delle nuove tecnologie può aumentare significativamente le possibilità di successo dell’intervento educativo e fornire modalità comunicative più vicine ai nuovi modelli concettuali degli alunni digital natives.Uno dei punti di forza dell’uso del computer oppure della LIM risiede nel fatto di agire sulla motivazione all’apprendimento e, di conseguenza, sui risultati ottenibili in termini di impegno, di autonomia nel compito e di autostima. L’apprendimento attraverso l’approccio ludico, come spesso offre il computer, inoltre, garantisce maggiori livelli di attenzione e aumenta la partecipazione verso i procedimenti di risoluzione dei problemi.
RispondiEliminaPenso che, dopo questa accademia torinese, farò uno stage nelle scuole cinesi per rivedere il mio, da sempre turbolento, rapporto con la matematica! :c)
RispondiElimina