Le difficoltà a capire concetti scientifici di base: capitolo 3 dal titolo "Difficile da capire", tratto dal volume "Nati per Credere” di Girotto, Pievani, Vallortigara, Codice Edizione, Torino, 2008
Le difficoltà del ragionamento probabilistico e i modi possibili per migliorarlo: capitolo dal titolo "Stimare probabilita' e predire frequenze", pubblicato in N. Bonini, F. del Missier e R. Rumiati (a cura di) Giudizio e decisione. Bologna: Il Mulino, 2008
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mercoledì 22 aprile 2009
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RispondiEliminaCap. 3 "Difficile da capire: scienza e senso comune"
RispondiEliminaParte I.
Articolo interessate, abbastanza scorrevole, di media difficoltà.
L’articolo, riportando molti esempi, descrive l’acquisizione delle conoscenze con metodi euristici che spesso portano a conoscenze di tipo errato, evidentemente rispetto alle conoscenze acquisite con il metodo scientifico. Tuttavia a mio avviso il metodo scientifico è particolarmente complesso, richiede tempo e risorse e nelle semplici questioni della vita quotidiana non è praticabile (vedi ad esempio il caso dell’acquisto del miglior melone a pagina 45-46, indicato anche dagli autori). Il problema centrale dovrebbe quindi essere il metodo di acquisizione delle conoscenze dell’uomo tramite modelli che descrivono la realtà: metodo euristico e scientifico, vantaggi/svantaggi.
A scuola, luogo spesso limitato alla trasmissione delle conoscenze, dovrebbe quindi integrarsi l’insegnamento delle metodologie:
1) l’insegnamento del metodo di acquisizione delle conoscenze per via euristica, i suoi vantaggi ed i suoi svantaggi (con quali percorsi didattici, risorse e metodologie farlo rimane però un punto aperto);
2) l’insegnamento del metodo scientifico di acquisizione delle conoscenze, i suoi vantaggi ed i suoi svantaggi (con quali percorsi didattici, risorse e metodologie farlo rimane però un punto aperto);
3) il confronto tra le due metodologie.
Non sono quindi d’accordo con l’articolo che mette in risalto gli aspetti negativi dell’acquisizione delle conoscenze con il metodo euristico: è innegabile che l’uomo ha raggiunto elevatissimi livelli di conoscenza anche prima del metodo scientifico e di Galileo (si pensi alle costruzioni delle Piradimi da parte degli Egizi e alle conoscenze astronomiche dei popoli dell’antichità). Inoltre la trasmissione delle conoscenze a scuola non avviene sicuramente per via del metodo scientifico, anzi spesso gli studenti devo accettare e imparare le nozioni date dai docenti e dai libri di testo in modo acritico.
Gli esempi a pagina 48 e seguenti (il pensiero magico degli Azande e la medicina antica) dovrebbero essere visti come dei modelli di conoscenza dell’uomo che sono stati poi superati da altri modelli ma che fanno pur parte dello sforzo umano di acquisire nuove conoscenze e di risolvere problemi che l’uomo si è posto.
Gli esempi a pagina 49 (medicine alternative, astrologia, grafologia) fanno parte della ricerca di analogie, collegamenti e nessi causali che stanno alla base della ricerca scientifica quando l’idea nuova sta nascendo e non è ancora stata verificata sperimentalmente: perché non metterlo in evidenza?
L’esempio a pagina 51 sulle tavole di Rorschach mi fa riflettere sul fatto che evidentemente non vi sono dei test migliori per quanto riguarda anche i fattori tempo di somministrazione e analisi del test: sarebbe però auspicabile che chi li utilizza sia consapevole dell’eventuale incertezza sul risultato del test.
L’esempio a pagina 53 (Gli studenti dovevano esaminare attentamente ogni schema per 60 secondi) fa capire solo che la fretta è una cattiva consigliera. A volte però è importante prendere decisioni velocemente e nell’incertezza con il metodo euristico per evitare che la mancanza di una presa di decisione possa provocare conseguenze anche peggiori, tuttavia bisogna essere consapevoli che decisioni prese nell’incertezza non possono portare a conclusioni certe.
Cap. 3 "Difficile da capire: scienza e senso comune"
RispondiEliminaParte II.
In definitiva la questione centrale è, a mio avviso, che docenti e studenti dovrebbero aver ben chiaro che la conoscenza consiste nella costruzione di modelli della realtà in cui vengono considerati solo gli aspetti che si ritengono importanti/salienti: è importante quindi ricordarsi che ogni modello è limitato con validità non assoluta e che può essere sostituito da un modello migliore, come è avvenuto, avviene e avverrà nella storia della conoscenza dell’uomo sia prima che dopo Galileo. Questo permetterebbe una più agevole capacità degli individui di superare i propri schemi mentali per accettare un nuovo modello (aspetto che viene ritenuto problematico in molti punti del testo, ad esempio: a pagina 42: stupore dei bambini quando le loro aspettative di fisica intuitiva non vengono verificate; a pagina 43: l’ostacolo maggiore non è ciò che ai bambini manca ma ciò che i bambini possiedono; a pagina 48-53: esempi di incapacità di superare un modello acquisito).
Quindi a pagina 57 più che dire "Le intuizioni precoci . . .: la lista di ciò che può rendere difficile l’insegnamento e la diffusione della conoscenza scientifica è lungo" direi che "è auspicabile insegnare che: la conoscenza dell’uomo avviene per modelli, che sono limitati e non assoluti, e tramite il metodo euristico per la conoscenza della nostra quotidianità e tramite il metodo scientifico per la conoscenza scientifica". D’altra parte nell’articolo si combatte l’acquisizione delle conoscenze per via euristica salvo poi riproporlo a pagina 61 quando si dice "Queste differenze culturali sono, molto probabilmente, . . . non viventi".
Concluderei quindi con questa domanda:
"Come proporre agli studenti che la conoscenza avviene per modelli, limitati e non assoluti, tramite il metodo euristico/scientifico, evidenziandone vantaggi/svantaggi?".
Esistono nei bambini dei processi decisionali che rispecchiano in maniera innata le regole della probabilità e che possono essere stimolati da percorsi di insegnamento/apprendimento?
RispondiEliminaSe i bambini sin dai primi mesi e anni di vita possiedono intuizioni elementari di tipo matematico, fisico e biologico (corrette o meno) a seconda delle loro esperienze; esempio: l’intuizione della forma della Terra. Sarebbe interessante e utile valutare altre intuizioni, oltre quelle riportate, peraltro molto esaurienti, ed esaminare come sfruttarle nell’insegnamento e, nel caso siano errate, ricercare strategie utili per confutarle in favore di un approccio al metodo scientifico.
RispondiEliminaNon sempre ciò che il senso comune intuitivamente si aspetta esser vero, lo è.
RispondiEliminaSpesso è L' INCREDIBILE, il CONTRO-INTUITIVO a venir scientificamente provato, pertanto davvero si può affermare che la realtà supera la fantasia!!!